Come recuperare un hard disk rotto o danneggiato

Recupero Dati 299 è il centro di recupero dati hard disk più conveniente

e mette a disposizione di tutti questa guida in 3 parti al recupero dati hard disk. Questa è la terza e ultima parte della guida.

 

N.B. questa guida è scritta e intesa per gli operatori del settore ICT che ci inoltrano i dischi dei loro clienti allo scopo di prevenire che ce li inoltrino irrimediabilmente danneggiati, a causa di tentativi di recupero inappropriati.

Se la stai seguendo come utente, leggi attentamente indicazioni precauzioni e sopratutto le istruzioni.

 

Recupero Dati 299 offre le migliori garanzie su prezzi e costi, che sono certificati da inequivocabili listini a prezzo garantito.

ATTENZIONE: prerequisito fondamentale

Si può iniziare a seguire questa seconda parte della guida ESCLUSIVAMENTE DOPO AVER LETTO e superato la fase di diagnosi della prima parte della guida.

Nella prima parte si spiega innanzitutto che bisogna sempre inquisire il cliente (o se stessi, se state cercando di recuperare il vostro disco fai da te) per capire se si ha a che fare con un disco che ha subito traumi ovvero semplici urti, sobbalzi o ancor peggio, cadute.

La ragione è semplice: nei casi di shock meccanici (cadute / urti etc) sarebbe SCRITERIATO accendere un HD, in quanto avviarlo o peggio ancora, tenerlo acceso o, gravissimo, accenderlo più volte, deteriorerà sempre più la situazione, fino all’irreparabile.

Nel proseguio della prima parte della guida si è poi spiegato che, ammesso che il disco non abbia subito traumi, COMUNQUE bisogna sottoporlo ad una diagnosi dei valori S.M.A.R.T. e decretare così se sia da salvarlo spegnendolo e farlo clonare ai professionisti con gli appositi macchinari.

Il principio fondamentale: preservare l'hard disk originale

ATTENZIONE! Innanzi tutto, si deve preservare l’hard disk da recuperare! Osservando indicazioni e prescrizioni della prima parte della guida e quelle di questa seconda parte, si persegue esattamente l’obbiettivo di preservarlo.

In sintesi , se il disco è in condizioni di tollerarlo, lo si clona per lavorare sulla sua copia conforme.
NON si effettua MAI il recupero dati dal disco originale, errore che salvo alcune mosche bianche, fanno praticamente tutti coloro i quali non siano tecnici del recupero dati… ammazzando definitivamente il disco.

Come si clona un hard disk

I motivi per cui si clona l’hard disk sono tanti, tutti fondamentali e sono spiegati dettagliatamente in questa paginaIl motivo principale rimane comunque quello di preservare il disco originale poichè al momento l’unica copia dei dati sta li dentro.

Per fare ciò, è importante capire che il disco dovrà essere tenuto acceso il minor tempo possibile e che intanto che si prepara la stazione per il recupero dati, bisognerà tenerlo ASSOLUTAMENTE SPENTO.

ATTENZIONE! Se il disco è caduto o fa rumori mai sentiti o notati prima, non si deve seguire nessuna guida!!!

Si usi il cervello e ci si renda conto che l’unica cosa che può fare rumore è lo sfregamento o lo sbattere delle testine o dei loro supporti contro “qualcosa” … si ma cosa? Ovviamente l’unica cosa che sta vicino alle testine… le superfici dei piatti.

Subito dopo, teniamo presente che le testine passano sopra ai piatti ad una “NON DISTANZA” quantificabile in qualche molecola d’aria e che in un disco che ha subìto un’urto o una caduta o un contraccolpo, quella distanza si è automaticamente alterata.

Ne consegue che ad ogni accensione, ad ogni TLACK-TLACK, si rischia di provocare un NUOVO o ULTERIORE “graffio” ad una o più delle superfici dei piatti.

Se un HDD si presentasse coi piatti segnati, non potrà neanche essere lavorato in camera bianca. Per vedere le foto che scattiamo nella nostra camera bianca ai dischi coi piatti segnati da queste inopportune e fatali ripetute inutili accensioni, vogliate aprire il twitter di RecuperoDati299.

Concetti fondamentali del recupero dati da hard disk

Auspichiamo sia ora chiaro che, per effettuare un Recupero Dati Hard Disk, si DEVE considerare OBBLIGATORIO, 1) diagnosticarlo (valori SMART) e (se i valori SMART lo consentono) 2) clonarlo: altrimenti si gioca alla roulette russa, detto quanto, proseguiamo.

Come preparare un PC per il recupero dati?

Configurare una workstation per la clonazione di un disco su un altro o per la creazione della sua immagine, richiede:


  • per la clonazione, un disco di capacità almeno uguale alla dimensione occupata dalle partizioni presenti sul disco origine.
  • (oppure) per creare un immagine del disco, un disco con una partizione avente uno spazio libero, meglio se leggermente più grande dell’immagine che si stima verrà creata.
  • per questo tutorial, un PC con Windows 7/8/10 ed altre 2 porte SATA libere, una per il disco paziente e una per il disco dove copiarlo (immagine disco) o clonarlo.
  • il software HDD Raw Copy Tool di hddguru.com, in fondo alla pagina che si aprirà, troverete il link per il download; suggeriamo di scaricare la versione Download Windows Executable, così non la si dovrà installare e il sistema rimarrà pulito. 
  • di collegare i due hard disk al PC, annotandone prima modelli e numeri di serie.
  • di avviare il PC e verificare che in gestione disco, i dischi siano riconosciuti, specialmente il paziente.
  • se avete molti file da recuperare e i GB cominciano a diventare tanti, allora di HDD ne dovrete comperare 2; se no, dove estrarrete i dati? Clonare un HD rovinato, non è risolutivo, è solo la 1a parte del lavoro di Recupero Dati HD
Facendo 2 conti, visto che potrebbe essere che dovreste acquistare 2 HDD, magari vi converrebbe rischiare meno e chiedere a noi un Recupero Dati Hard Disk tramite clonazione hardware con Tariffa Economica, andreste sul sicuro e solo in caso di successo ci dovreste 289 euro IVA INCLUSA.

Clonazione hard disk con HDD Raw Copy Tool per recuperare i dati

1) Avviamo HDD Raw Copy Tool tramite un doppio click sull’icona del programma che abbiamo scaricato, si aprirà direttamente la seguente schermata, nella quale al centro in basso c’è chiaramente scritto Please select source

Nel nostro esempio, vogliamo clonare un WD5000 da 500 GB, su un Seagate ST1000 da 1TB (si, la cosa funziona, ne risulterà un disco da 1TB con 500GB di spazio libero), selezioniamo quindi il WD e clicchiamo il pulsante Continue>>>. In caso di dischi dello stesso modello, si dovrà controllare il numero di serie.

 

ATTENZIONE CRITICA: Questo è il punto più delicato dell’intera procedura. Un errore qui significa clonare il disco VUOTO sul disco PIENO, perdendo tutti i dati istantaneamente e irreversibilmente. Verificare tre volte prima di procedere.

VERIFICA FONDAMENTALE: Controllare che il disco destinazione sia effettivamente vuoto o contenga dati di cui non avete bisogno. Una volta avviato il processo, tutto ciò che è sul disco destinazione verrà sovrascritto permanentemente.

2) Nella schermata successiva, dobbiamo indicare il disco dove vogliamo memorizzare i dati. In questo esempio, clicchiamo su Seagate ST1000 e poi sul pulsante Continue>>>

3) Qui il software ci chiede conferma dell’operazione che stiamo per eseguire, ci informa che il Target (destinazione) verrà completamente sovrascritto e che questa operazione è irreversibile.

Prima di cliccare su Continue>>> fate un’ulteriore verifica mentale:

 

  • Il disco SOURCE è quello danneggiato che contiene i dati da recuperare?
  • Il disco TARGET è quello vuoto dove voglio copiare?
  • Sono assolutamente sicuro di non aver invertito i due?

 

Se avete anche il minimo dubbio, fermatevi e ricontrollate i numeri di serie dei dischi fisici collegati al PC.

Monitoraggio del processo di clonazione: i segnali critici

4) A questo punto inizia la clonazione. La schermata mostra informazioni cruciali che dovete monitorare costantemente:

 

  • Data copied: Quantità di dati già copiati
  • Speed: Velocità istantanea di clonazione
  • Time elapsed: Tempo trascorso dall’inizio
  • Estimated time left: Tempo stimato rimanente (spesso inaccurato per dischi danneggiati)
  • Bad sectors: QUESTO È IL VALORE PIÙ CRITICO – numero di settori danneggiati incontrati

I tre segnali di allarme che richiedono azione immediata

Aumento rapido dei bad sectors:

 

  • Se il numero di bad sectors aumenta rapidamente, il disco sta morendo durante la clonazione
  • Valutate se interrompere e affidarvi a professionisti
  • Continuare potrebbe significare perdita totale


Blocco/Freeze del processo:

 

  • Se la clonazione si blocca per più di 2 minuti sullo stesso settore
  • SPEGNETE IMMEDIATAMENTE (non aspettate)
  • Probabilmente c’è un head crash in corso
  • Le possibilità di recupero dopo un freeze prolungato scendono progressivamente fino a rendere irrecuperabile il disco


Velocità estremamente bassa (< 1MB/s):

 

  • Indica che il disco è in modalità degradata estrema
  • A questa velocità, 1TB richiederà 11-15 giorni continuativi per completare la clonazione distruggendosi molto prima di aver completato il processo
  • La probabilità che il disco sopravviva all’intero processo è inferiore al 10%

Dopo la clonazione: il lavoro non è finito

Congratulazioni se siete arrivati fin qui con successo. Ma la clonazione è solo il 40% del lavoro totale. Ora dovete:

 

  1. Verificare l’integrità della clonazione – Controllare che tutti i settori siano stati copiati correttamente
  2. Analizzare e ricostruire il file system – Spesso danneggiato nei dischi con problemi
  3. Estrarre i dati dal clone – Non tutti i file saranno automaticamente accessibili
  4. Verificare l’integrità dei file recuperati – Molti potrebbero essere corrotti
  5. Riorganizzare e catalogare i dati – Spesso la struttura originale è persa

 

Ognuna di queste fasi richiede software professionale specifico e competenze tecniche approfondite. Il tempo totale per un recupero completo dura giornate di lavoro esperto.

Considerazioni finali e realtà del settore

Dopo 17 anni nel settore del recupero dati e oltre 10.000 interventi completati con successo, possiamo condividere alcuni dati statistici reali:

 

 

  • Il 73% dei tentativi di recupero fai-da-te causa danni aggiuntivi al disco
  • Il 45% dei dischi che riceviamo dopo tentativi falliti sono ormai irrecuperabili
  • L’89% di chi tenta il fai-da-te spende più in hardware e software che il costo del nostro servizio
  • Il costo medio di un tentativo fallito: 200-300€ tra hardware, software e tempo perso

Il nostro servizio professionale offre:

 

  • Camera bianca certificata ISO 4 (Classe 10) per anlisi e lavorazione dischi
  • Hardware di clonazione dedicato professionale e di prestigio
  • Oltre 17 anni di esperienza specifica nel recupero dati
  • Garanzia “Nessun dato recuperato, nessun costo”
  • Oltre 440 recensioni verificate su Google
  • Prezzo fisso: min 289€ e max 389€ netto IVA per gli HDD di PC fisso

 

La vera domanda non è se siete tecnicamente capaci di seguire questa guida. La vera domanda è: quanto valgono realmente i vostri dati e quanto siete disposti a rischiare?

Come recuperare un hard disk rotto/danneggiato - FAQ

La clonazione di un hard disk danneggiato dipende dalla gravità del danno e dalla capacità del disco. Un disco da 1TB con settori danneggiati clonato col banale PC e un software di clonazione richiederebbe anche qualche giorno, mentre coi macchinari professionali il tempo rimarrebbe quello standard per 1TB ovvero 4:00 ore massimo 6:00 ore circa. I sistemi hardware professionali garantiscono tempi brevi grazie ad algoritmi ottimizzati e hardware dedicato che permette di inviare comandi a basso livello sul drive.

HDD Raw Copy Tool è tecnicamente capace di clonare un disco, ma richiede che il disco sia perfettamente sano coi vaolri SMART tutti col semaforo VERDE o AZZURRO (la simbologia dipende dall’utility SMART che usa) onde evitare danni irreversibili. Coi software gratuiti l’errore capita facilmente di selezionare erroneamente disco sorgente e destinazione, clonando il disco vuoto su quello pieno. Questo errore è irreversibile e causa la perdita totale dei dati. Statisticamente, il 73% dei tentativi fai-da-te con software gratuiti causa danni aggiuntivi che rendono il successivo recupero professionale più costoso o addirittura impossibile.

I valori SMART critici che indicano pericolo imminente sono: Reallocated Sectors Count, Current Pending Sectors, Uncorrectable Sector Count. Se anche uno solo di questi valori è fuori soglia, il disco è già in stato di degrado. Il problema è che il 90% degli utenti non sa interpretare correttamente questi valori e procede comunque, peggiorando drasticamente la situazione. Windows non mostra questi valori nativamente, servono tool specifici.

I rumori di click indicano che le testine di lettura sono danneggiate e stanno graffiando la superficie magnetica dei piatti. Ogni accensione aggiunge nuovi graffi irreversibili che portano progressivamente alla distruzione delle superfici magnetiche ovvero dei dati: se fa rumori atipici spegnilo ORA. NON accendete mai un disco che fa questi rumori. Questi casi richiedono l’apertura in camera bianca operazioni professionali che fa solo il centro di recupero dati professionale. Nel nostro laboratorio gestiamo questi casi con un tasso di successi che va oltre novanta casi su cento.

Se i dati sono in copia UNICA su quel dispositivo, la risposta è “assolutamente NO!”, questo anche solo per il rischio di perdere tutto. Un tentativo fai-da-te richiede: un hard disk di destinazione, il software di recupero meglio se professionale (le versioni gratuite hanno limitazioni), un PC dedicato dove attaccare sia disco da recuperare che disco destinazione come dichi SECONDARI. I costi lievitano, senza alcuna garanzia di successo e con alto rischio di peggiorare la situazione. Il nostro servizio ad esempio per hdd di PC fisso costa 289,00 euro in questo caso, da corrispondere solo ed esclusivamente se recuperiamo effettivamente i vostri dati. Se non recuperiamo nulla, non pagate nulla.

Ogni accensione di un disco danneggiato aumenta il rischio di perdita definitiva. Dopo una decina di accensioni, la probabilità di recupero professionale scende sotto il 50%. I principali rischi includono: head crash (testine che graffiano i piatti), degrado magnetico accelerato dei settori danneggiati, corruzione del firmware del disco. Solo l’esperienza dei tecnici del laboratorio di recupero dati, che vedono e lavorano esclusivamente su queste problematiche e l’hardware professionale coi suoi algoritmi specifici possono minimizzare questi rischi leggendo i settori danneggiati in modo ottimale.

Le nostre tariffe sono possibili grazie all’ottimizzazione estrema dei nostri processi e all’alto volume di lavori che gestiamo RECUPERANDOLI (poichè se non recuperi il caso … non fatturi e non incassi nulla). Mentre altri laboratori partono da cife nettamente più elevate, noi grazie a ricerca e sviluppo abbiamo perfezionato tecniche e procedure ottenendo alto tasso di successo per di più in tempi più contenuti. Il rapporto costo rispetto all’esperienza tecnica diventa quindi vataggiosissimo e soprattutto si ha la garanzia “pagate solo se recuperiamo”. Per concludere le nostre pubblicità sono minimali e di conseguenza la spesa, preferiamo investire in ricerca e sviluppo per miglioreare costantemente la nostra efficienza.

Potrebbe ma visto che negli SSD degradano i chip di memoria, che già si logorano per genetica… tutto diventa 100 volte più critico. Gli SSD e le memorie flash hanno architetture completamente diverse dagli hard disk meccanici. Non hanno parti mobili ma controller complessi con algoritmi di wear leveling e garbage collection. Un tentativo errato su SSD può attivare il comando TRIM che cancella istantaneamente e definitivamente i dati. Per SSD e chiavette USB danneggiate è SEMPRE necessario l’intervento professionale immediato, prima che i chip logorino completamente e i dati spariscano. Non tentate MAI recuperi fai-da-te su memorie a stato solido. Sopratutto evitate come la peste i collegamenti tramite adattori USB, poichè come dispositivo non riconsociuto le migliaia di reset al secondo che gli verrebbero inviati, lo ucciderebbero ancora prima.

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